Sinnai 1793
"Villaggio in deplorevole stato"

Storia Locale
scritto da Archivio Marco Zedda - trascrizione per la stampa Rinaldo Mereu
pubblicato il 18 Agosto 2007

Ripresa articolo Questasinnai n.65 ottobre 2001

Il commendator Grandona, membro della segreteria Viceregia, scrive al reggitore del marchesato di Quirra "Avendo preso esatta cognizione da persone di probità ed indifferenti sui fatti esposti nella memoria comunicatami dal M.to R.do Sig. Vicario Parrochiale di Sinnai, mi e risultato vero quanto si espone. e forse più di ciò, che in essa memoria si contiene.

Quel villaggio trovasi presentemente in molto cattivo e deplorabile stato per causa di alcuni soggetti scapestrati, rustici e senza educazione né religione e prevedo che se non si danno le più pronte ed efficaci disposizioni per occorrere ai gravissimi mali che sovrastano, cresceranno i disordini in modo a non potervici poscia occorrere, e ciò non meno nel suddetto villaggio che negli altri circondari, ai quali il cattivo esempio rende ugualmente animosi arditi ed insolenti.

Infatti osservando che in Sinnai trionfano i malviventi, che si formano delle quadriglie per praticare quei misfatti, che suggerisce loro il capriccio, il genio inquieto e la mancanza di religione. E che non si è dato alcun movimento per correggerli, sonosi ugualmente azzardati quelli del vicino Villaggio d'Assernini a sparare alcuni colpi di fucile alle finestre di quel Vicario Parrochiale, in modo che anche costui è in termine d'abbandonare la Parrocchia per paura di essere assassinato.

Questi malviventi di Sinnai nei scorsi mesi ili Maggio e Giugno facevano riclute di tutti quei discoli di Uta, Assemini, Sestu, Soleminis ed altri circonvicini Villaggi, ed ansati s'introducevano alla sfilata sull'imbrunir dei giorno nel villaggio di Sinnai ed indi sotto la direzione di Ligas e dei fratelli Serra s'impostavano in vari siti e strade, ed insultavano non meno i passaggieri, che tutte quelle case che lor piaceva rubavano bovi e cavalli, minacciavano la morte a quanti gli si opponevano ed in una di quelle occasioni rubavano al povero Ca/no di Barracelli otto bovì che aveva, lasciandolo così all'elemosina colla di lui numerosa famiglia.

Noni vorrebbero essi monizioni né taciti censori della loro cattiva condotta. Vanno predicando che non sono dovute le decime e che le massirne Sante e fondamentali della nostra religione sono tanti spauracchi, che a bella posta fanno i preti per procacciarsi ogni loro comodo e per esigere dagli abitatori una subordinazione che per modo alcuno loro dovuto.

Sono questi insolenti persuasi che loro dice ciò che piace; che debban vendicare ogni loro piccol torto e rovinar tutti quelli che traversano le loro idee che non son del loro partito e che non combinano col loro amore e molti di quei abitatori, o per lusingarli o per debolezza di spirito, fanno applauso a codeste massime tanto detestabili.

Ne sono si contentati li sudditi di Sinnai di fare che dovesse subito ritirarsi il loro Prebendato Canonico Marini alla di cui fenestra poco tempo dopo del di lui arrivo, sparavano due colpi di pistola, ma hanno pure costretto il Vicario Teologo Colleggiato Agus Sacerdote. dotto zelante e di singolarissimo merito e probità a dover abbandonare la sua Parrocchia, anzi minacciano pure di ammnazzare gli altri due curati e forse anche questi abbandoneranno il posto e saranno allora liberi d'ogni correzione, e costretto quel Comune a far chiudere le porte della Parrocchia e vivere senza freno per l'oppressione e prepotenza di malviventi.

Molti sono gli autori di questi mali, ma i principali sfaccendati e temerari sono veramente lo Scrivente: Priamo M/a Ligas, accusato di malaversazione del Monte granatico di cui era amministratore, (ed in cui si trova a mancare più di 200 Starelli di grano) ed il di cui cugino Raimondo Serra. Vitttorio Azuni e Zaccaria Timpanari e costui indispettito per avere il canonico prebendato levato al di lui padre Not/o FramcescoTimpanairi, la colletta delle rendite decimali per frodi scopetele per non voler dar i conti né cauzione.

I suddetti quattro sono animati, spallelggiati e protetti dagli altri notati nella comunicata memoria. Fa d'uopo notare che il principale protettore e I' Avvocato Serra fratello dei med/mi residente in Cagliari, il quale in queste circostanze meriterebbe severa e seria munizione a che tutti questi di Sinnai ed alcuni dei loro protettori in occorrenza d'essersi spedito in Distaccamento al Villaggio ili Settimo per altri oggetti.

Tosto che operavano in quel vicino villaggio i soldati si assentarono alcuni al villaggio d'Assemini altri a quello di Sestu. ove anche praticavano qualche insolenza ed altri nel villaggi del contorno Ora son ritornati tutti a Sinnal e vanno in quadriglia, anche con armi proibite in modo che fanno una contro pattuglia, contro i Barraccelli, che non ardiscono uscir di casa né di far la consueta ronda, Iasciando, senza custodia ed in arbitrio dei malviventi i beni dl quei abitatori. Sembra pertantoall inf/to Reggitore del Marchesato di Quirra che stasi nel caso di procedersi economicamente all'arresto per ora dei quattro succennati soggetti e procurarne poscia quelle altre notizie estragiudiziali. ed anche giudiziali, che le riusciranno perr dimostrare appieno la succennata e cattiva loro condotta che è quanto ha l'onore di informare all' E.V. salvo. Cagliari 16 luglio 1793"