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Animazione e promozione della partecipazione civica sui più importanti problemi collettivi


14 Gennaio 2011 - Politica

Rinnovo amministratori comunali
Un punto per volta, partiamo dal punto "0"

Quali i criteri di candidabilità?!

Commenti: Nicola Lecca, Sensocivico

Nicola Lecca

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Anche nelle parole la differenza…
 
Mi sto affezionando al concetto che i politici debbano sentirsi ONORATI di SERVIRE la comunità e non di Servirsi della comunità. Penso che nel momento in cui i politici diano dimostrazione di ciò la comunità potrà riaffezionarsi alla politica.
Più che “…. facendo sorgere dal basso idee e proposte che i "cosidetti" politici debbono attuare.”    meglio: “… rendendo partecipi e propositori delle scelte politiche i più importanti attori della vita democratica, i cittadini.”
Per “grosso sponsor”, riferito al mio precedente intervento, intendo dire uno di quelli che nasce una volta ogni paio di secoli, qualcuno con una autorevolezza tale da cambiare la politica globale… non solo a livello Italiano, Sardo o Sinnaese, un soggetto capace di far passare schemi nuovi e recidere alla radice il metodo degli interessi di parte (o di partito). Forse solo una personalità del genere potrebbe autorizzare un neofita della politica per fare un po della pulizia di cui si accennava.

Auspico anche io l’interesse ed il successo di tanti giovani… ma non al primo colpo, e non da subito al vertice. La gavetta tempra ed insegna a muoversi in un mondo di politici abituati a muoversi “in un certo modo” che lascio definire meglio a voi. La selezione attenta dei “candidabili” deve essere fatta per garantire che durante la gavetta, non si rendano parte di quegli “andazzi” ma che invece da quelli si immunizzino.
Repulsione verso i partiti? Attualmente non vi sono alternative ai vari partiti (ciò non significa che non si possa lavorare per crearle), quindi ben venga la gavetta di cui sopra per poi affrancarsi. Tornando ad un paragone già fatto il “vestito” che un giovane (da 18 a 99 anni) deve indossare è giustamente quello di qualità e che veste meglio, se poi ha “l’etichetta di marca” non ha particolare rilievo (vale per partiti o liste civiche).

Giampiero la tua ricetta per i sei punti?
Ho una domanda per voi lettori: In tempi recenti ci sono stati politici Sinnaesi a denunciare- manifestare- raccontare pubblicamente “manfrine”- “disaccordi interni o tra coalizioni di partiti per la gestione e amministrazione della cosa pubblica? (scelta dei candidati sindaco in cambio di assessorati o poltrone varie, oppure le strade passano da lì perché li ci sono i terreni dell’amico… insomma delle cose di cui si sente sempre parlare in giro per Sinnai). Ecco, chi “denuncia” sarebbe una persona da prendere in considerazione.
Ma torniamo con i piedi per terra e proviamo, nel nostro piccolo, a fare a Sinnai il primo passo di quel lungo cammino pluri-generazionale che punta finalmente all’interesse della comunità.

Che piacere leggere altre proposte.
Vedo Andrea che le nostre proposte non si discostano molto, ma ottima la proposta del piano di gestione costiera, del centro di educazione ambientale ed anche il consorziare i proprietari terrieri che non usano quei beni con agricoltori che potrebbero metterli a frutto con vantaggio per entrambi.
Aggiungo un’altra proposta: Istituire uno staff di giovani Sinnaesi con elevato livello di formazione e-o competenze, esclusivamente dedicato a partecipare ai bandi regionali, europei (F.A.S., F.E.S.R., A.P.Q...) per catalizzare fondi da riversare sul territorio, e per non rischiare più di perdere queste numerose occasioni, importante linfa vitale per l’economia del paese. Purtroppo la Sardegna è tra le regioni che restituisce all’Europa più fondi assegnati, perché incapace di impegnarli nei tempi richiesti. Questo è un fatto che giudico di gravissima inefficienza. Quando ai nostri figli consegneremo questo territorio, urbanizzato e non, come giustificheremo il fatto di donarlo così degradato, piuttosto che migliorato da una pioggia di svariate centinaia milioni di euro, che abbiamo dovuto invece rispedire al mittente, solo perché la Sardegna non è stata in grado di impegnare per tempo? (e anche qui Sinnai ha-non ha fatto la sua parte).

Propongo per brevità di interventi pi parlare di un punto per volta.
Partiamo dal punto 0 Quali sono secondo voi i criteri di candidabilità?


 

 

 



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Commenti:
  1. Nicola Lecca - 18 Gennaio 2011

    Ai politici, fateci capire

    Per fugare fraintendimenti su quanto ho già scritto, porgo il cordiale invito al sig. “sensocivico” di rileggere meno rapidamente i miei precedenti interventi, non vorrei cadere in polemica. Avendo quindi già esposto in precedenza proposte ragionamenti e pensieri personali sull’invito che fai, mi limito a rivolgere anche a te la domanda: quanto ritieni importante l’autorevolezza (termine usato come contenitore di: onestà, competenza, disinteresse privato, interesse autentico verso il bene della comunità anche se contrario a certi interessi individuali…) di chi dovrebbe realizzare le proposte elettorali? Come abbiamo visto più volte e ad ogni livello, le proposte dei soliti candidati sono quasi tutte belle e condivisibili nei propositi. Il problema vero viene dopo, cioè quando i quaquaraquà si accomodano e si accontentano di fare quasi solo quello (accomodarsi). Potrei anche sbagliare ma da buon uomo politico che sembri essere, caro sensocivico, lo spostare l’attenzione dall’importanza delle qualità personali necessarie a ricoprire ruoli pro-comunità, all’additare di incantato idealismo la proposta di “stare attenti a chi ci mettiamo dentro casa”, e per di più a fare da “padroni di casa”, mi sembra cosa alla vecchia maniera. Confido nell’aver frainteso… Torniamo al concreto. Le proposte da realizzare non possono che partire da ideali alti (Giustizia sociale, Solidarietà, Bellezza, Arte, Amore per la vita dignitosa di tutti i membri della comunità di cui si fa parte, per la famiglia, per una persona…) per poi concretizzarsi a cascata nel piccolo (es. l’abuso edilizio deve essere perseguito indipendentemente verso tutti gli eletti e gli elettori, la sussistenza all’indigenza economica di alcune famiglie non deve fermarsi alle sole promesse elettorali…) e che con il tempo diventa concretezza macroscopica (es. se all’abusivismo consegue senza sconti e inutili temporeggiamenti la demolizione meno persone compiranno abusivismo e il nostro territorio sarà un pochino più “bello”). L’essere idealisti senza concretezza è "quasi" inutile. Essere concreti senza avere ideali importanti a cui ispirarsi… è come navigare senza timone (con il rischio di andare o contro gli scogli o a largo e morire di stenti dopo aver finito le provviste donateci da chi ci ha preceduto). Soprattutto a livello nazionale abbiamo visto che i criteri di eleggibilità non sono efficaci sul concreto, basti guardare fedina penale di governo e affini… Riportando battute non mie, averne una abbastanza “nutrita” pare essere un pre-requisito indispensabile, altrimenti non puoi esser della squadra... e i più maligni dicono anche “perché altrimenti non sei ricattabile”. Sembra quasi di leggere dei banali luoghi comuni, anche da queste mie righe, perché purtroppo sono pochi e fastidiosi come il grillo parlante di Pinocchio quelli a dire le cose scomode, e molti meno quelli disposti a rinunciare “all’andazzo” ben consolidato per costruire un qualcosa che oggi è ancora lontano, forse, dell’essere progettato. Figuriamoci quali i tempi di attuazione di una cosa nuova. Sono realmente poco interessato alla politica dell’ “andazzo”, è roba dei vecchi modi che lascio a chi si accontenta di quello. Appello ai lettori di QS: ho notato che dal primo gennaio ci sono stati circa 5.000 accessi al sito! Non lasciate solo me e Andrea Serreli il privilegio di provare a dare una ricetta ai 6 punti. Anche se in disaccordo con sensocivico, mi permetto di sottolineare quanto sarebbe utile capire quali caratteristiche debbano avere le persone, di carne ed ossa, che ambiscono a governare Sinnai (noi!). Diversamente se poi verranno eletti “cani e porci”, non possiamo lamentarci se le cose che faranno, saranno fatte con leggerezza, male, spendendo inutilmente soldi nostri, in maniera inefficace, a favore dei loro amici. Come sappiamo, spesso non riescono neppure a mantenere le promesse elettorali, perché legati ad equilibri in cui non si devono disturbare gli interessi dei pochi. Noto con disillusa delusione che fino ad ora non c’è stata partecipazione propositiva dei politici. Cittadini date il buon esempio, che magari si risveglieranno da quello che qualcuno ha definito “letargo” tra una campagna elettorale e l’altra. Invito tutti però a non generalizzare, Mai fare di tutta l’erba un fascio! I politici capaci, onesti, interessati alla collettività… ci sono. Ognuno di noi li cerchi, li ascolti bene, noti se ascoltano e li valuti per come hanno agito e non per quanto sono bravi a parlare, promettere, ecc… poi li voti e li faccia votare. Altra proposta concreta: immaginate un curriculum politico composto da tre colonne: una con brevissima storia personale (formazione, lavoro...), una con le “promesse elettorali” fatte: a)…., b)…., c)… l’altra con le “promesse elettorali mantenute”: a) si; b) no; c)…ecc. Si potrebbe lanciare un sondaggio sul sito di Questasinnai: Vorresti giudicare un candidato dal suo curriculum politico? Avendo fin qui scritto tanti commenti… (e spesso anche molto lunghi) lascio un po’ di spazio agli altri evitando di scrivere per qualche giorno. Dirigenti di partito, sensocivico, Giampiero che ha scritto commenti… fate anche voi proposte di governo del paese, date il buon esempio… P.S. Meglio evitare esercizi di polemica, fateci capire che strade intendete percorrere per far rinascere e dare inedito vigore alla Sinnai “stanca” di oggi!

  2. Sensocivico - 15 Gennaio 2011

    Rischio gassosa

    Salve a tutti. A seguito degli interventi che si sono susseguiti in risposta alle domande aperte proposte in un mio precedente commento, e soprattutto in considerazione di quest’ultimo del Signor Lecca Nicola, devo constatare come non riusciamo ad uscire , tutti noi cittadini, da ragionamenti idealistici sulle qualità che dovrebbe avere la politica e i suoi rappresentanti. Si continua a muovere critica ai rappresentanti della politica ed al modo di farla, tralasciando di considerare che sono normalmente i cittadini a pretendere al politico la tutela di interessi prevalentemente personali. Il politico di turno non fa altro che provare a rispondere a queste istanze: poche volte succede che alle esigenze individuali conseguano e si elaborino politiche per la collettività, sovente succede, invece, che si soddisfi esclusivamente quel bisogno o pretesa individuale anche a discapito, purtroppo, del bene collettivo. E’ la comunità allora che deve per prima cambiare il modo di fare e pretendere politica! Diciamocelo in tutta coscienza: le regole non ci piacciono… le regole sono per gli altri … se le regole possono ostacolare il mio interesse … possono essere superate. Le proposte del Signor Lecca sono condivise da tutti ma allo stesso tempo, in realtà, risultano sconvenienti per tutti. Significherebbe avere un Amministrazione Comunale sopra le parti, uguale per tutti, sganciata dagli interessi personali degli elettori che hanno consentito l’elezione di quella componente politica. Sarebbe bello ma è fortemente irrealistico e conseguentemente irrealizzabile nel breve e medio periodo. Allora ritengo che sul punto “0” , criteri di candidabilità - (alquanto diversi dai criteri di eleggibilità che sono stabiliti per legge) ci sia poco da aggiungere ai principi proposti, che rimarranno tali, pena il rischio di continuare a fare la solita gassosa. Sono invece interessato al merito delle scelte, alle cose da fare, a come farle. Sono interessato alle idee, come quelle di Andrea Serreli, che provano a dare vere risposte ai problemi. Bene, riprendiamo a progettare il nostro futuro. Per cortesia, non perdiamoci nelle solite chiacchiere Diamoci una mossa!

 

 

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