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Animazione e promozione della partecipazione civica sui più importanti problemi collettivi


27 Novembre 2010 - Società

Emergenza

Giovani e lavoro

Le proposte dell'associazione "Italia Futura" per l'occupazione giovanile

A cura di qs

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Questasinnai è  impegnata da tempo sul problema cardine della società italiana, e sinnaese, che  quello della emarginazione economica  sociale  dei giovani;  pubblichiamo di seguito la sintesi dell' introduzione della ricerca e delle proposte dell’Associazione Italia Futura per l’occupazione giovanile., unitamente agli indici delle tre sezioni,
E’ un lavoro da considerare e  da discutere
Per una lettura completa andare su
www.italiafutura.it

Italia Futura, un luogo di ideazione civile, politica ed economica, è una associazione nata per promuovere il dibattito civile e politico sul futuro del Paese Italia. Il promotore è   Luca Cordero di Montezemolo, il direttore è Andrea Romano. Il Comitato culturale  e scientifico è composto noti analisti sociali e  docenti universitari

Giovani e lavoro: la vera emergenza nazionale

L’Italia deve ricominciare ad investire sul proprio futuro. Da troppo tempo lo sguardo della politica ha smesso di puntare avanti, schiacciando il nostro paese sul presente e sul
passato, togliendogli slancio e prospettiva. E’ urgente invertire questa tendenza, occuparsi del presente pensando al tempo prossimo e a dove vogliamo che l’Italia sia tra cinque, dieci anni.

Abbiamo scelto di concentrarci sulla disoccupazione giovanile e sulle politiche per contrastarla, perché il tema dei giovani non è un dettaglio ma il cuore di un grande paese. Pensiamo che l’allarmante, a volte tragica, situazione economica vissuta dalla maggioranza dei giovani del nostro paese sia la vera urgenza nazionale e il frutto più chiaro del fallimento della politica degli ultimi quindici anni. Concentrarsi sul tema dei giovani significa dunque occuparsi di molte cose: della parte più fresca e creativa del paese, del futuro di tutti noi e di una politica che torni a mettere al centro della discussione il bene comune.

La disoccupazione giovanile in Italia è molto più alta della media dei paesi dell’Europa occidentale, nel nostro paese è più facile essere disoccupati se si è giovani rispetto a qualsiasi altra classe di età. Non c’è da stupirsi dunque se siamo il paese in cui i giovani adulti fanno più fatica ad uscire dalla casa dei propri genitori o se la natalità è più bassa di quanto si registri in Germania, Francia o Inghilterra.

Negli ultimi dieci anni il reddito pro capite in Italia è calato, mentre aumentava, sia pur di poco, nei paesi a noi vicini. Le conseguenze della stagnazione economica italiana sono avvertite soprattutto dai giovani. E questo significa che – a meno di un intervento tempestivo – la prospettiva è ancora più difficile della situazione di oggi, perché la stagnazione economica sta indebolendo socialmente ed economicamente la spina dorsale dell’Italia del futuro prossimo.

Noi siamo convinti che l’Italia di oggi sia una combinazione di declino e potenzialità. di opportunità negate, di rendite prepotenti che convivono accanto ad una straordinaria capacità di lavoro, di dedizione, di impegno. Dipende dunque dalla politica e dai decisori pubblici la scelta di quale strada prevarrà: se quella del declino inevitabile, di una nazione che tra le tante spaccature dovrà annoverare anche quella del ritorno dell’emigrazione di massa e della disoccupazione crescente, con punte estreme nel meridione, oppure la strada di una ripresa economica fondata sul lavoro, che offre opportunità soprattutto ai giovani di mettere le loro energie nelle istituzioni, nelle aziende, nei luoghi di lavoro in cui si trovano, sicuri che il loro
impegno sarà riconosciuto fino in fondo.
!

Il lavoro di queste pagine

 comprende tre parti. La prima è quella dell’analisi, per capire nel dettaglio quanto è rilevante il problema della disoccupazione giovanile e cosa si fa nel resto del mondo. Irene Tinagli traccia un quadro molto difficile, sottolineando quanto nel nostro paese la crisi abbia colpito soprattutto i giovani, mentre la politica ha deciso di sottovalutare il problema.
Allo stesso tempo, lo sguardo sui nostri vicini europei ci mostra anche un’amplissima varietà di interventi possibili per invertire la rotta.
La seconda parte è quella delle proposte. Marco Simoni ne individua tre, che riguardano il fisco e l’evasione fiscale; l’imprenditoria giovanile; la formazione del capitale umano.
La terza parte suggerisce un focus importante che proponiamo alla discussione: quello sull’artigianato.
Stefano Micelli spiega come quest’ultimo sia uno degli anelli di congiunzione più
forte tra l’economia globalizzata e la nostra cultura,
L’appendice a questi capitoli offre un ampio compendio di dati comparati, utili alla lettura, ma
soprattutto a fotografare la situazione di estrema difficoltà della nostra economia e della nostra



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