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29 Luglio 2010 - Salute

Anziani e patologie

Nuovo trattamento del restringimento dell'aorta

Informazione di un giovane cardiochirurgo sinnaese che sta a Milano

Antioco Cappai

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Pubblichiamo questa informazione medica del dr. Antioco Cappai, giovane cardiochirurgo sinnaese, a Milano da 5 anni, dove professionalmente ha approfondito la  specializzazione e dove esercita in un ospedale.
Ci fa molto piacere che il dr Cappai, che fra l’altro ha anche  messo su famiglia a Milano,  voglia mantenere il contatto e il legame con Sinnai, e ci invio questo contributo;  lo invitiamo  a scriverci ancora,

Invitiamo  i molti altri giovani  sinnaesi, inseritisi nei diversi settori  lavorativi della penisola, a raccontare,  a noi sinnaesi di qui,  la loro esperienza di partenza e  di inserimento professionale.e umano.

Antioco, grazie e ciao !
Questasinnai 


"Il progressivo invecchiamento della popolazione occidentale e le patologie connesse a questa età della vita rappresentano una delle sfide più avvincenti in campo medico-chirurgico
.
In campo cardiovascolare la stenosi (restringimento patologico) della valvola aortica,  che modula il flusso sanguigno tra il ventricolo sinistro del cuore e l'aorta, rappresenta una delle patologie più frequenti e destruenti dell'età avanzata.  La patologia stenotica aortica è infatti strettamente correlata all’età e la sua prevalenza incrementa con l’avanzare di quest’ultima. Il restringimento della valvola aortica limita il corretto afflusso di sangue agli organi.
Questo restringimento valvolare, quando di grado marcato, causa sincopi, dolore toracico, difficoltà respiratorie, insufficienza cardiaca e morte improvvisa .

L'avvento della cardiochirurgia ha modificato il destino dei pazienti meno anziani garantendo, da circa 50 anni in maniera estesa nel mondo occidentale, la soluzione al problema: la sostituzione della valvola aortica per via chirurgica. La valvola aortica malata e ristretta  viene sostituita con una protesi artificiale, una volta aperto il torace e fermati il cuore e i polmoni che vengono vicariati per il tempo dell'intervento con la macchina della circolazione extracorporea .
Tale intervento, gravato da una bassa mortalità che nei centri d'eccellenza si aggira intorno allo 1%, presenta invece un alto rischio operatorio nei fragili pazienti anziani che venivano per tale motivo abitualmente non inviati in cardiochirurgia o rifiutati dal chirurgo.  Erano quindi indirizzati verso la terapia conservativa medica la cui inefficacia inevitabilmente consegnava tali pazienti al loro destino: la morte.

Recenti ricerche stimano che la percentuale di pazienti affetti da stenosi valvolare aortica severa “rifiutati o non inviati” si aggira intorno al 30-40 % in Europa ed intorno al 60% negli Stati Uniti d'America.
A partire dalla metà degli anni 80 Alain Cribier, professore a Rouen (Normandia - Francia),  cercò di proporre un approccio mini-invasivo per tutelare i più fragili pazienti anziani, ma i risultati non furono soddisfacenti.  Il restringimento valvolare aortico era dilatato con un un pallone gonfiabile montato su un catetere, il cui ingresso nell'organismo avveniva tramite la periferica arteria femorale. Tale procedura, denominata valvuloplastica percutanea, rimuoveva il restringimento valvolare, ma lasciando in sede la valvola nativa malata creava le condizioni per una ristenosi precoce. Gli scarsi risultati relegarono tale procedura ad intervento palliativo.

Nonostante i risultati non incoraggianti la via mini-invasiva alla risoluzione del problema non fu  abbandonata e nel 1992 Andersen e colleghi impiantarono la prima valvola transcatetere in un maiale con il torace chiuso. Una valvola artificiale veniva montata su un catetere ed era impiantata sopra la valvola stenotica, previa la sopradescritta valvuloplastica con pallone: la strada era segnata..
Nel 2002, dieci anni dopo, Alain Cribier impiantò con successo la prima valvola aortica artificiale nel cuore di un essere umano, senza l'ausilio della circolazione e con il torace chiuso. Si pose la pietra miliare che cambiò il destino di migliaia di malati anziani.
Attraverso l'arteria femorale e l'aorta dapprima un catetere con un pallone gonfiabile dilatava la valvola ristretta. Sempre sfruttando l'accesso attraverso le arterie femorali e l'aorta, in un secondo tempo, un altro catetere montante una protesi valvolare artificiale espandibile alla sua estremità posizionava la valvola protesica al di sopra di quella malata . I risultati furono soddisfacenti e l'utilizzo di tale procedura fu diffuso dapprima in Europa ed in Canada e poi negli USA.

Cribier rivoluzionò in tale maniera il trattamento della stenosi aortica nei pazienti anziani e diede una nuova speranza ai malati non sottoponibili all'intervento chirurgico tradizionale. La procedura è ormai adottata in tutto il mondo occidentale in maniera estesa e sono ormai decine di migliaia i pazienti che ne hanno beneficiato . La procedura è attualmente indicata nei pazienti anziani o con alto rischio operatorio, dato da altre patologie, che non possono affrontare per la loro fragilità l'intervento chirurgico tradizionale ed è praticata in centri d'eccellenza che garantiscono elevata sicurezza e sale operatorie multifunzionali di nuova generazione."

Antioco Cappai, cardiochirurgo, Milano

(nota redazione: l'articolo era corredato da alcune foto di un cuore aperto e da alcuni grafici in inglese, che non ci è stato possibile pubblicare)

 



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