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24 Novembre 2009 - Salute

Medicina

Maggiore impegno sulle fonti e basi della salute

Stralci relazione dr. Mauro Alivia, medico cagliaritano affezionato a Sinnai, affermato professionista a Milano

Dr Mauro Alivia

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Il Dr. Mauro Alivia è un medico cagliaritano  affezionato a Sinnai;  il padre, Salvatore Alivia,  è stato Cancelliere a Sinnai per molti anni e dopo la morte  della moglie, in incidente stradale, si è risposato con la sinnaese  Elena Sotgiu.

Anche come medico  è approdato alla visione  antroposofica del filosofo e scienziato R Steiner già quando abitava ed esercitava a Cagliari; alla fine degli anni ‘80 si è trasferito  a Milano, dove è noto e affermato professionista. Da tempo è presidente della Sima, Società italiana di Medicina antroposofica.(a cura di sc)

 

"Salute e salutogenesi"

Ultimi 3 secoli

In Medicina negli ultimi 3 secoli il paradigma dominante è stato quello della patogenesi: lo studio delle cause delle malattie è stato il centro degli studi medici tradizionali, trovare la causa di ogni malattia è stata la base della ricerca in medicina, con l’idea che per ogni malattia si potesse trovare il farmaco giusto per debellarla definitivamente.
I concetti di salute e salutogenesi non sono mai stati veramente approfonditi. Se oggi chiedessimo ad un medico di definire il concetto di salute, lo metteremmo in difficoltà, proprio perché è stato formato alla patogenesi e non alla salutogenesi.
Nel XX secolo, intorno agli anni ’60, nei Paesi anglosassoni fu sviluppato il concetto di salutogenesi, ma è a partire dagli anni ’90 che si è riscontrato un crescente interesse: spostare l’asse dell’attenzione dalla genesi delle malattie alla genesi della salute è basilare, anche sulla base dei costi crescenti della spesa sanitaria, spesso fuori controllo.

Il vero padre

Il vero padre della salutogenesi è Aaron Antonovsky (1923-1994). Egli aveva ricevuto, dal governo israeliano, l’incarico di valutare lo stato di salute delle persone anziane in Israele; per fare questo, stabilì dei criteri di misurazione della salute dal punto di vista fisico e psichico. Con sua grande sorpresa constatò che, tra le persone più sane che aveva trovato, stavano anche coloro che erano sopravvissute all’orrore dell’olocausto. Ma anche altri (Maslow, fondatore della psicologia umanistica) constatarono con sorpresa che spesso le persone più sane fisicamente avevano avute esperienze interiori critiche.
Evidentemente c’è un elemento che non è stato sufficientemente indagato e riguarda le capacità di resistenza (“ricerca sulle forze di resilienza”). Da queste ricerche risulta che l’ereditarietà e l’ambiente non sono fondamentali per lo sviluppo umano, mentre è determinante un terzo fattore, finora mai considerato con sufficiente attenzione, il fattore della relazione umana. Se un bambino sperimenta, anche solo se per un determinato periodo della sua vita, e anche se solo verso una sola persona, l’amore, la sincerità, la lealtà e il rispetto verso l’altro, specie nei confronti di persone deboli, pure in condizioni di vita molto sfavorevoli, può crescere psichicamente sano.

Basi della salute

Per cui dalla domanda: “Quali sono le cause delle malattie e come si possono prevenire?” si passa alla domanda “Quali sono le fonti della salute, come si crea, e come può essere rinforzata?”
Nel modello salutogenetico l’elemento essenziale riguarda la capacità di adattamento, la facoltà dell’uomo di confrontarsi con ciò che gli è estraneo, di sopportare i conflitti, e in questo confronto di rafforzarsi. Non si tratta solo di evitare lo stress, ma di imparare a sopportarlo.

O.M.S.

Il concetto di salute è talmente importante, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pensato di definire 6 punti essenziali sulla base dei quali si può parlare di salute:
1 – solida autostima.
2 – Positivo rapporto col proprio corpo.
3 – Capacità di stringere amicizie e rapporti sociali.
4 – Ambiente integro.
5 – Lavoro che ha un significato e buone condizioni lavorative.
6 – Presente degno di essere vissuto e fondata speranza di un futuro degno di essere vissuto.
Qualcuno ha ritenuto utopistica l’idea di salute dell’OMS. Non sono d’accordo con queste critiche. L’OMS ha il dovere di dare delle corrette definizioni in questo ambito.
Il fatto che raramente si verifichino tutte e sei le condizioni non significa che l’OMS si sbaglia, ma che l’uomo sta perdendo di vista quegli elementi imprescindibili per una vita che si possa definire veramente sana e, a sua volta, generatrice di salute. L’OMS ha il dovere di guardare al futuro senza essere prigioniera di paradigmi del passato. Indica una strada. Sta a noi, che abbiamo a cuore la salute del pianeta e degli esseri che lo abitano, creare le condizioni perché la realizzazione di questi sei punti possa diventare realtà.
Mi pare soprattutto importante collocare la salute individuale in un ambito sociale: lo stato dell’ambiente esterno, le condizioni lavorative, il rapporto con gli altri sono condizioni essenziali e imprescindibili per una crescita personale.
La vera sfida della medicina del futuro deve essere quella di cooperare per lo sviluppo di questo nuovo paradigma: generare salute fisica, psichica e spirituale.
Non è una “mission” che compete ai soli medici, o a tutti gli operatori sanitari, in senso lato.

Uno Stato moderno

Uno Stato moderno deve porsi l’obiettivo di promuovere la salute. E non è il compito del solo Ministero della Salute, o di un Partito, o di uno schieramento. La salute non è né di destra, né di sinistra, è salute e basta.
Promuovere la salute vuol dire:
- fare e applicare delle leggi che impediscano l’avvelenamento della terra, delle
acque e dell’aria.
- Creare, di conseguenza, migliori condizioni di vivibilità nelle nostre città, nei
nostri paesi, nelle nostre campagne, incoraggiando e premiando la mobilità a
piedi o in bicicletta come vera e prima prevenzione delle malattie croniche e
degenerative e scoraggiando per quanto possibile l’uso del mezzo inquinante.
- Dettare e fare applicare regole precise riguardo all’alimentazione nelle mense
scolastiche e aziendali.
- Rendere difficile l’approvvigionamento e l’uso di tutte quelle sostanze e veleni
fonte di malattia e disagio.
- Far crescere la consapevolezza che le risorse non sono infinite e che ognuno di noi è responsabile della salute propria e di quella del Pianeta.
- Porre la lotta allo spreco come prima emergenza.
- Rinnovare l’educazione dei bambini, tenendo conto delle loro reali necessità, adeguate al loro sviluppo fisico, psichico e spirituale e ponendo la sincerità,
l’amore e il rispetto degli altri come basi per una crescita sana.

Non è il momento, né la sede adatta per dilungarmi ulteriormente nella elencazione di questi punti a voi ben noti, ma è certo che porre al centro della
nostra attenzione e dei nostri sforzi la salutogenesi significa porci la domanda di quale è il modello di sviluppo che vogliamo perseguire non nel futuro prossimo, ma da ora.
Per quanto riguarda l’area medica significa dedicare spazio e risorse a tutti quegli approcci che, avendo una visione unitaria dell’essere umano, unico nella sua individualità fisica, psichica e spirituale, protagonista nello sviluppo della Terra e dell’Umanità, essere cosmico e terrestre, si caratterizzano per una cura del malato che sono intrinsecamente fonte di salute.
………
Medicina centrata sulla persona

Con molta modestia, ma con altrettanta dignità e coscienza del nostro ruolo, riteniamo di poter dare più di un contributo a questo progetto.
Scopo della medicina è quello di creare un rapporto tra il medico e il paziente che tenda al miglioramento delle condizioni fisiche e psichiche di quest’ultimo. Per raggiungere tale scopo sono essenziali la libertà di scelta tra le persone e la libertà di scelta delle modalità terapeutiche, basate sulla scienza e coscienza del medico,sulla base della fiducia, che rende unica tale relazione. Il medico ha il compito di curare ogni singolo paziente cercando di cogliere le sue caratteristiche individuali, relative alla sua fisicità, vitalità, alle sue caratteristiche psichiche e spirituali. La diagnosi che emetterà nel corso della visita comporterà la prescrizione di una terapia con consigli igienici, modificazioni nella sua alimentazione, nella sua
condotta di vita e nell’uso di particolari rimedi.
L’insieme dei mutamenti avvenuti nelle condizioni soggettive e nel quadro clinico permetteranno al medico una valutazione dei cambiamenti sopraggiunti e, dunque, l’efficacia dei trattamenti prescritti. Non viene fatta la valutazione riguardo al miglioramento o alla scomparsa di un singolo sintomo, ma una diagnosi accurata che riguarda le modificazioni riguardo ai vari aspetti dell’essere del paziente. La finalità dell’intervento terapeutico è il raggiungimento della salute, che non può significare, ovviamente, il ritorno allo status quo, ma il raggiungimento di uno stato “altro” che, grazie al disagio e alla malattia affrontata, ha portato ad un arricchimento, ad un’ ”evoluzione” rispetto allo stato precedente. Dunque, uno
stato di salute conquistato, frutto di cambiamenti avvenuti grazie ad una presa in carico diretta e personale da parte del paziente, che si fa carico della sua vita,scegliendo quel medico, quell’approccio terapeutico, modificando il suo stile di vita. La presa in carico di sé e del proprio malessere è stato il “primum movens”.
L’assunzione di responsabilità della propria salute è un elemento fondamentale di crescita, espressione delle proprie potenzialità spirituali. Quando questo avviene, spesso dopo il superamento di una malattia o nella gestione di una malattia cronica, l’individuo diventa “persona”.
Questa è la medicina centrata sulla persona, ove il singolo paziente, con la sua storia, la sua biografia, diventa oggetto dell’attenzione del medico e dei terapeuti che se ne fanno carico e soggetto della sua guarigione.
……………..
Salute conquistata

C’è dunque, nel nostro approccio, un elemento di “salute conquistata”. Da una parte lo Stato ha il dovere di garantire delle condizioni di salute della terra,
delle acque e dell’aria, provvedendo negli ambiti che gli sono propri e di cui precedentemente ho fatto cenno, dall’altro il singolo individuo deve farsi carico
della sua salute individuale, frutto delle sue libere scelte.
Lo Stato deve garantire, nel momento in cui la salute individuale venisse meno, la libera scelta del paziente riguardo al medico e alla modalità terapeutica, e che gli operatori riconosciuti abbiano una preparazione adeguata e rispondano a quei criteri di professionalità indispensabile per poter curare.
……….



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