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Animazione e promozione della partecipazione civica sui più importanti problemi collettivi


23 Novembre 2009 - Comune

Per legge non è più un bene comune

Acqua privatizzata

Aumenteranno le tariffe
La situazione in Sardegna e a Sinnai

Sandro Cardia

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Video"Interviste Grillo": esprime il suo parere il giornalista di Famiglia Cristiana Giuseppe Altamore e il docente Riccardo Petrella dell'univ Cattolica di Milano ----Per la buona ricezione, dopo l'andata in onda, lasciare solo la connessione Questasinnai e eliminare quella di Youtube

Con voto di fiducia,  320 voti contro 270,  la Camera dei deputati , il 19 novembre, ha convertito in legge il decreto 135 del 25 sett., il cui art. 15  dispone la liberalizzazione e l’adeguamento alla disciplina comunitaria  dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, compresa l’acqua ( ma con esclusione  del gas, trasporti ferroviari  regionali, farmacie comunali). 

Informazioni 

Acqua
In questi servizi  è stato inserito, quindi,   anche il servizio idrico integrato (   potabilizzazione, depurazione, distribuzione e depurazione), che, per la stessa  Comunità europea, non è un servizio di rilevanza economica.
In una risoluzione, infatti,del 2004 si può leggere:”essendo l’acqua  un bene comune dell’umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggetta alle norme del mercato interno”; questa
posizione della acqua come  è stata  ribadita nel 2006.
La disposizione comunitaria europea, richiamata dal Governo,  obbliga  quindi alla procedura della gara aperta a Enti pubblici e privati, senza alcuna discriminazione, per i servizi di rilevanza economica, ma l’acqua, come citato,  non lo è..
La legge approvata dalla maggioranza del Parlamento  taglia quindi in effetti la possibilità di affidamento diretto agli Organismi interamente pubblici  della gestione dell’acqua..
Il governo delle risorse idriche rimane, per un emendamento  alla legge del Pd, votato anche dal Pdl,  alle Istituzioni pubbliche.

La nuova legge
La nuova legge, quindi,  dispone che il conferimento della gestione del servizi, compresa l’acqua avvenga, salvo situazioni eccezionali, :
1. in via ordinaria  a favore di imprenditori o di società, in qualunque forma costituite,  mediante procedure competitive a evidenza pubblica;
2. a favore di società a partecipazione mista pubblica e privata: a condizione che la selezione del socio  avvenga mediante l’evidenza pubblica, che il socio privato abbia una partecipazione non inferiore al 40% e che lo stesso  privato abbia compiti operativi nella gestione.

Il regime transitorio degli affidamenti, non conformi a quanto sopra,  prevede:
3. le gestioni in essere alla data del 22 agosto 09 in “hous”, cioè in affidamento diretto a società con capitale interamente pubblico, cessano  alla data del 31 dic. 2011.
4. le gestioni affidate direttamente a società miste, in cui il socio privato è stato scelto con evidenza pubblica ed è operativo, cessano alla scadenza prevista nel contratto.
5. .Le gestioni affidate a società miste quotate in borsa cessano alla scadenza del contratto a condizione che la partecipazione pubblica  si riduca ad una quota non superiore al 30% entro il 31 dic. 2012, ove questo non si verifichi gli affidamenti cessano  alla data  citata.

In Sardegna .
In Sardegna il servizio idrico è gestito attualmente, affidato direttamente dall’Ambito Territoriale Ottimale della Regione sarda alla  Spa Abbanoa, a totale capitale  pubblico; tutti i Comuni, Sinnai compresa hanno delle azioni..
La spa Abbanoa rientrerebbe quindi  nel punto 3, società in hous,  che deve cessare, senza la necessità della delibera dell’Ato, Ente affidante,  entro  il 31 dic.2011.
Al suo posto entrerebbe una società privata o mista scelta con gara di appalto.

A Sinnai
Nella nostra cittadina il servizio idrico è gestito dall’Acqua Vitana, società mista,  al 49% pubblica e al 51% privata,   che per parte della fornitura dell’acqua e per le tariffe  fa riferimento ad Abbanoa L’Acqua Vitana sembrerebbe in regola con le nuove disposizioni, ma bisogna valutare se  di fatto nella nuova situazione sarda sia in grado di gestire il servizio integrato locale senza  sicure coperture, materiali, tecniche e finanziarie esterne oppure eventualmente gestirà in concorrenza o incorporata o alleata, con Società più forti.
Bisogna anche aspettare e  accertare quali scelte compia il Comune di Sinnai: potrebbe, difficilmente,  comprare  la quota privata o , più probabilmente, vendere tutta o in parte la sua quota oppure rimanere così come è ora.

Osservazioni

Grandi Imprese  dell’acqua e della finanza
In questa nuova legge, il problema, più pesante e pericoloso, deriva dal precipitarsi nella gestione dell’acqua, in Italia,  Europa e nel mondo intero,  delle grandi Imprese della acqua e delle Multinazionali finanziarie. 
La situazione che le richiama, più che  la semplice distribuzione dell’acqua, è lo stato  decrepito
delle condotte, che in generale  perdono in Italia oltre un terzo dell’acqua introdotta,  ed è urgente la loro manutenzione e ammodernamento; solo esse possono intervenire in quanto dotate di mezzi e di capacità finanziarie e tecniche;  le medie e piccole imprese saranno ridotte al subappalto..

Sono vent’anni che lo Stato diminuisce per la manutenzione dei 327.000 km di condotte sempre più gli investimenti,  oggi 1/3 rispetto ai 2 miliardi annui degli inizio del ’90.

Siamo obbligati  purtroppo  ad accorgerci  che la politica attuale del nostro Stato si affida per l’adeguamento del servizio idrico al capitale  privato e agli introiti sulle tariffe pagate dagli utenti alle stesse società private, invece che alla fiscalità generale.

Tariffe acqua salate
La prima mini liberalizzazione, avviata con la legge Galli a metà degli anni ’90, comportò nei dieci anni successivi la lievitazione delle bollette in generale del 61%.
Con questa nuova regolamentazione, le tariffe  saranno necessariamente  più alte, sia per poter disporre le Società di capitali propri negli investimenti, sia per  disporre delle risorse finanziarie necessarie a retribuire i capitali anticipati e i necessari profitti.

Le  Società private finanziarie  si trovano ad investire in settori con un mercato assicurato e senza crisi. La Politica  e i politici, di converso,  si trovano dispensati  dal forte recupero dell’evasione fiscale  e dalle serie  riforme   per uscire dalla crisi finanziaria  pubblica.

Preoccupazione fra i cittadini
Referendum abrogativo
La privatizzazione dell’acqua, un altro capitolo della generale privatizzazione dei servizi,  riuscita  o in avvio ( pensioni,  poste, scuola, sanità, ecc) trova forte contrarietà  nelle associazioni dei consumatori, nei partiti dell’opposizione e osservazioni in alcune parti (Lega) della stessa maggioranza.
Criticità vengono espresse anche da Amministrazioni comunali, specie nord-Italia, che gestiscono da sé la propria l’acqua
La regione Puglia, basandosi sul fatto che l’acqua a livello europeo non è riconosciuta come bene  di rilevanza economica, recentemente ha invece votato la  ripublicizzazione dell’intero servizio.
Le associazioni dei consumatori, ambientaliste, ecc. propongono di organizzare un referendum abrogativo della  legge.

A Sinnai, sinora, alcune perplessità sono state espresse dal direttore del sito del Pdl, Valter Zucca, (www.pdlsinnai.splinder.com) il 17 nov. riportando in gran parte un critico articolo  ed esprimendo la sua preoccupazione per un aumento delle tariffe.

Nota
Per la composizione di questa informazione abbiamo utilizzato  oltre che il testo dell’art. 15 del decreto convertito, numerosi articoli tratti da Repubblica, Corriere della Sera, Unità, Momento Sera, ag, Adista, Agoravox

Foto qs; Vecchio bacino idrico



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