QuestasinnaI

Animazione e promozione della partecipazione civica sui più importanti problemi collettivi


22 Ottobre 2009 - Storia Locale

Tradizione e arte

Sinnai, monumenti aperti

24 - 25 ottobre visite
Chiesa S Barbara, S. Vittoria,
Casa Zedda, Casa Anedda, Museo, Archivio storico

Com. Comune Sinnai

commenti (0) Stampa l'articolo Spedisci l'articolo

da www.comune.sinnai.ca.it

L'Amministrazione Comunale di Sinnai inaugura, nei giorni 24 e il 25 ottobre 2009, la manifestazione "Monumenti Aperti", un momento di cultura dedicato a tutti, adulti, ragazzi e bambini, che negli anni scorsi ha già riscosso grandi successi a Cagliari. "Monumenti Aperti" ha lo scopo di stimolare nelle giovani generazioni la conoscenza della propria storia, di rafforzare l'identità collettiva e di proporre alla comunità di Sinnai un'esperienza culturale importante, coinvolgendo le famiglie e sollecitando attenzione e responsabilità. "La manifestazione sarà un momento importante che porterà alla luce un prestigioso percorso d'arte e di cultura del ricco e prezioso patrimonio storico-culturale del nostro territorio" hanno annunciato il Sindaco Sandro Serreli e l'Assessore alla Cultura Barbara Pusceddu.

 I monumenti visitabili
 

Chiesa di Santa Barbara: sabato 24 ottobre dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.30 e domenica 25 ottobre dalle 15.00 alle 17.30; (in calce la scheda) 

Chiesa di Santa Vittoria: sabato 24 ottobre dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00, domenica 25 ottobre dalle 18.00 alle 19.00;

 Archivio Storico e Biblioteca: sabato 24 ottobre e domenica 25 ottobre dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00; 

 Museo Archeologico e Pinacoteca: sabato 24 ottobre e domenica 25 ottobre dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00;

 Casa Zedda: sabato 24 ottobre e domenica 25 ottobre dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00;(in calce la scheda) 

 Casa Anedda: sabato 24 ottobre e domenica 25 ottobre dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00.

Chiesa di S. Barbara

 La parrocchiale di Santa Barbara è l’esito dei molti interventi sopraggiunti attraverso i secoli di vita del monumento. L’impianto originario si inquadra nei tipi del Tardogotico sardo-catalano databile alla metà del XVI secolo e aveva una planimetria che si sviluppava su un’unica
navata coperta da una volta a sesto acuto. Notizie indirette, risalenti al 1591, confermano l’esistenza di una torre campanaria, e quindi di
un campanile, del quale in un altro documento del 1616 vengono descritte le precarie condizioni. Attualmente la pianta dell’edificio è a croce con due bracci di diversa lunghezza. Ilprimo transetto risale ad un momento vicino alla fondazione
tardogotica, mentre la data di completamento del secondo,
l’anno 1641, è attestata da un’iscrizione incisa sul tamburo della
cupola che si innalza all’incrocio con il braccio del coro. Le
cappelle risalgono a fabbriche diverse: la prima a destra, sotto
il campanile, è presumibilmente dell’ultimo quarto del XVI
sec.; la seconda e la quarta delle cappelle a destra e la sesta a
sinistra si riconducono al XVII sec., mentre la prima cappella
a sinistra è del 1870, così come il campanile ricostruito a pianta
quadrata nello stesso anno. Le altre cappelle sono tutte del
XVIII sec. La facciata è di stile neoclassico e venne rivestita di
travertino nel 1962 insieme a parte del campanile; nella stessa
occasione fu posta nel frontone la statua di Santa Barbara.
All’interno della chiesa, nell’altare maggiore, è posta la statua
della Santa Patrona realizzata in legno policromato e con dorature,
espressione di scuola spagnola del XVI sec. Altre opere
di grande pregio artistico sono l’altare ligneo del ‘600 detto del
Santo Cristo e l’altare dell’Assunta risalente al XVIII sec. Nella
sacrestia è stato allestito un piccolo museo d’arte nel quale
sono conservati alcuni dipinti ad olio su tela fra i quali sono
degne di nota alcune opere dello Scaletta. Il dipinto dei Sette
Arcangeli, risalente al 1781, è di Francesco Massa e infine un
San Sebastiano, databile al 1500, è in realtà l’unica parte conservata
di un quadro che doveva essere più articolato.

Casa Zedda, via Roma

Il primo impianto costruttivo della casa Zedda risale a circa la
fine del 1700. Si tratta di una casa tipica campidanese con loggiato
ad archi e gli ambienti abitativi che si sviluppavano ad
elle, con un ampio cortile. Le camere da letto si affacciavano sul
loggiato, articolato in tre archi, sul quale si apriva anche s’omu
‘e manixu (la stanza dei lavori) e la cucina, questi ultimi ambienti
localizzati a destra dell’ingresso.
Sul retro della casa, e in comunicazione con s’omu ‘e manixu,
si trovava il pendentili un piccolo cortile dove tuttora sono
visibili due forni e numerose brocche. La stanza per le provviste si trovava
al piano superiore. Nel 1885 la planimetria
originaria subì degli interventi di modifica, con l’aggiunta di opere
in muratura e la costruzione ex novo di un altro edificio sul lato anteriore del
cortile, fronte via Roma.
Attualmente la casa è la dimora privata della famiglia Zedda
che la acquistò dalla precedente famiglia proprietaria, i sigg.
Corvetto.

 

(sul sito del Comune, sono pubblicate anche le altre schede dei monumenti)





torna su

Scrivi un commento

 Nome (*)

 Email (*)

Inserisci nel campo sottostante il testo di sei lettere o numeri che appaiono in questa immagine.

verifica immagine:

 

 


Commenti:

 

 

Invia ad un amico:

inserisci la tua email (*)

Inserisci la mail del tuo amico(*)

eventule commento

 

Foto Archivio Questasinnai.com
visite: 743636
x

Questasinnai