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Animazione e promozione della partecipazione civica sui più importanti problemi collettivi


03 Maggio 2008 - Salute

La malattia sarebbe un processo paradossale
di guarigione
L'interpretazione del dr. Hamer

non rifiuta la medicina tradizionale, non ha sue specifiche terapie, chiarisce il reale processo dell'origine della patologia e della sua dinamica, vuole rendere più adeguato il comportamento del malato e della medicina in uso.

Sandro Cardia

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 Il fatto di base è questo. Il nostro corpo, come tutta la natura,  non è una cosa, non è inerte, bensì una realtà vivente, funziona di per sè, spontaneamente,  al di là della nostra coscienza.

Lo stomaco naturalmente digerisce, i reni  filtrano il sangue, i polmoni assorbono l'ossigeno, l'intestino le sostanze nutritive, ecc.. Il corpo, la natura, ha in sé la sua dinamica, il suo senso, la sua intelligenza, il suo programma, teso alla conservazione, allo sviluppo, al meglio della vita.

 

La malattia non è una  maledizione di poteri superiori, non è un caso del destino, non è un errore della natura, ma un rimedio, un  processo reattivo di guarigione,seppure paradossale, in mancanza della  gestione umana diretta.

 

Sinteticamente, alcuni esempi

 

Il tumore ad esempio, quando è una proliferazione cellulare (l'adenocarcinoma) sarebbe il tentativo dell'intelligenza e della dinamica biologica di dotare  l'organo ( colpito) di super-cellule per meglio riuscire a svolgere la sua funzione, (digerire , allattare, assorbire, filtrare meglio, ecc. ), di fronte a situazioni, a eventi in cui la persona, corpo-psiche, vive il suo  blocco, smarrimento, isolamento,  impotenza, senza vie d'uscite, senza risorse.

Eventi o situazioni bloccate materiali, ma anche  simboliche, in quanto  l'essere umano  non vive  di sola  materialità, fisicità, ma anche di relazioni, coinvolgimenti umani,  affetti,  considerazioni,  riconoscimenti. L'essere umano è teso infatti  a dare alla sua vita un senso e una identità; eventi o situazioni  simboliche, che assai spesso non si “digeriscono”, non si “assorbono”, ecc. e ci si sente finiti.

Quando  la situazione traumatica è  psichica non può, per  le caratteristiche e risorse  della persona, essere accettata, assunta e gestita coscientemente, la risposta al blocco precipita a livello biologico o dà luogo a patologie psichiche.

Quando la situazione traumatica è direttamente materiale, esempio per le sostanze cosiddette cancerogene, la risposta è direttamente biologica.

A riguardo, secondo il dr. Hamer e la sua scuola, non esistono sostanze in sé direttamente cancerogene.

Se così fosse, ponendo a contatto o immergendo tessuti umani in queste sostanze, si svilupperebbe il cancro, ma così non avviene;  queste sostanze in sè producono danni, distruzioni o avvelenamenti, ma non il cancro.

Il tumore, piuttosto,  si produce a seguito  del trauma e dello squilibrio biologico verso cui  il programma e le risorse  biologiche risultano  altamente insufficienti  o  impotenti.

In questo stesso processo si  possono  inserire gli effetti dell'aria, del cibo, dell'acqua inquinata, che,  come effetto minimo, indeboliscono  la vitalità e la capacità di risposta ai traumi. 

 

Il diabete, che di fatto è la presenza oltre la norma di glucosio nel sangue,  sarebbe la continua elaborazione da parte del fegato dello stesso,  senza la regolazione del pancreas,  di fronte a una situazione  continua non accettata,   che richiede un surplus di energia per poterle resistere; le risorse, le inibizioni della persona l'hanno condotta  alla resistenza,  e non  alla gestione.

 

La tiroide Lo squilibrato funzionamento  della tiroide, che sovrintende al metabolismo,  esempio l'ipotiroidismo,  secondo gli schemi  e le  idee di questo orientamento medico sarebbe  l'intervento dell'intelligenza biologica  diretto a rallentare o deprimere il nostro metabolismo di fronte a

stimoli, contenuti e modalità di vita che alla fine non riusciamo  e sappiamo gestire, diventando quindi un sovvracarico molto pericoloso !  I sintomi della stanchezza, della tachicardia, della debolezza ecc sono perciò sensate  indicazioni e sensati consigli biologici riguardo la situazione di vita,  un invito a prenderne atto e a gestirla in modo equlibrato  coscientemente

 

L'infarto del miocardio è spiegato con lo stesso processo.

Nelle  situazioni a cui non si è preparati, il cervello provoca un eccezionale aumento del carico di sangue delle arterie per la necessità complessiva di più ossigeno e zuccheri; in questo  aumento di portata il rivestimento interno delle arterie può subire  delle ulcerazioni.

La successiva riparazione è effettuata dal colesterolo e da fibre proteiche, a partire dalla cosiddetta placca ateromasica,  utilizzando anche per la circolazione normale del sangue arterie collaterali non lese

E' nel ripristino successivo della normalità che può avvenire l'infarto, dovuto al riadeguamento del campo elettromagnetico  del cervello  che provoca spasmi nelle arterie e disturbi del ritmo cardiaco, dall'extrasistole  sino all'arresto cardiaco.

 

Già dall'inizio del novecento, specie con il contributo di Sigmund Freud, il fondatore della psicoanalisi,  è emersa e si è sviluppata la psicosomatica,  l'interpretazione  cioè che nelle malattie  avessero parte  i conflitti,  i traumi  psicologici, lo stress.

 

Il dr. Hamer è andato molto più a fondo, e con grande competenza  biologica,  filogenetica, fisiologica, ha individuato  la ferrea connessione tra  psiche - cervello - organo, in cui il cervello svolge il ruolo di ponte  essendo l' organo per il trattamento delle informazioni esterne e interne dell'individuo.

Il trauma psico/biologico provoca lo squilibrio e una interruzione del campo elettromagnetico su una parte del cervello che a sua volta si ripercuote su una parte del corpo.

Non a caso, però.

Il cervello e il suo sistema nervoso sovrintende ed è diffuso dappertutto; ogni elemento, ogni  bisogno, ogni sviluppo, ogni risorsa della vita, e qui si inserisce l'evoluzione filogenetica, ha la collocazione in parti del cervello, tronco cerebrale, cervelletto e midollo cerebrale, corteccia cerebrale; allo stesso modo nei  foglietti embrionali relativi dell'endoderma, mesoderma e ectoderma.

Per Hamer si può risalire quindi alla lesione del cervello, riscontrabile in una Tac,  per individuare l'organo e la funzione colpita e allo stesso tempo il tipo di trauma;  viceversa dal tipo di trauma si può risalire  alla parte del cervello e dell'organo  interessato

 

Rapporti medicina attuale La nuova medicina di Hamer e della sua scuola non  rifiuta la medicina tradizionale, Hamer  non ha una sua particolare terapia,  ma  vuole completare, illuminare, chiarire  i reali processi della malattia e della guarigione e della morte e al contempo chiarire il ruolo delle terapie in uso,  mettere in guardia  dai errori  e dai danni che a volte esse provocano.

La sua teoria è stata accettata come “sistema con massima probabilità” dall'Istituto oncologico di  Bratislava , università di Trnava; in Germania, invece è stato espulso dall'ordine dei medici e ha subito in Francia una carcerazione.

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Questi solo alcuni  sommari elementi del contributo di questo  medico oncologo, che ammalandosi di cancro e con le osservazioni su di sè e inizialmente sui i suoi pazienti d'ospedale, è arrivato a elaborare questa comprensione delle malattie e della salute.

 

Alcuni libri Coloro che sono interessati possono  meglio sapere  servendosi di alcuni libri, ad esempio

-  G. Mambretti, J. Seraphin,La medicina sottosopra, se Hamer avesse ragione ? edizioni Amrita

-  Claudio Trupiano, Grazie dottor Hamer, Secondo Natura, editore

-  Rike Geerd  Hamer, Il Cancro e tutte le cosiddette malattie,  Amici di Dirk, edizioni

-  J.Jacques Crevecoeur, Il linguaggio della guarigione, Edizioni Il punto di incontro

 

Il primo e il quarto  libro possono essere una sintesi e una introduzione..

I testi  possono essere richiesti  alla libreria Lunizò  

Sinnai, piazza Chiesa, tel 070 8566819

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 



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Commenti:
  1. Nicola Sestu - 29 Maggio 2008

    Di recente mi sono dato alla lettura dei suoi brevi saggi inseriti nello spazio di Questasinnai. In particolare mi sono interessato a quando lei tratta del rapporto tra psiche -ancor più che di cervello come organo- e l’interazione che esso ha con il corpo e il mondo circostante. Definire la malattia come “un processo paradossale di guarigione” può essere a mio avviso ipotesi possibile ma ardita. Sono del parere che i toni sull’argomento debbano essere un pò più pacati e considerare la malattia, soprattutto davanti a patologie di una certa rilevanza, come l’incrocio ,il raggiungimento di un punto critico causa del collasso corporeo dovuto a un lungo corollario di cause e concause di cui solo all’ultimo istante compare la turpitudine dell’ Io. Che a mio avviso e più una conseguenza in molti casi che non una causa. Dipingere l’io più profondo di ciascuno un Super Io (particolarmente super ) che da solo tramite complicati processi sotterranei (di cui non ho molta competenza a riguardo) riesca a sfociare in effetti fisici e chimici come un cancro appare certo suggestivo ma conferisce all’IO capacità improbabili. Il fatto che tutto l’organismo messo in crisi da un qual si voglia fattore esterno reagisca bruscamente e come spesso accade con esiti più dannosi,fastidiosi che benevoli è affermazione ovvia e ravvisabile a seguito di una semplice influenza. Non ho niente da dire sul punto di vista medico ne potrei con dovizia di argomenti ma sul punto di vista per così dire filosofico permetta di dirle che i filosofi li conosco bene. La sua posizione ,che mi fu varie volte da lei esposta, rasenta e si appropria dei temi più suggestivi della filosofia di tutti i tempi. Nella sua esposizione a un’attento osservatore non può non sfuggire qualche analogia tra tutte quelle molecole sostanze particelle che cercano di coordinarsi e che in effetti si coordinano mossi da chi sa quale COSCIENZA con le più svariate teorie atomistiche. Altre analogie possono spaziare dallo stoicismo all’idealismo. Mi sono molto interessato a Kant e Hegel e trovo che tutti i loro ragionamenti assai complicati sulla percezione in tutte le sue modalità,di questo io che si fa non io per poi tornare io siano squisitamente filosofici. Nel senso in cui io l’intendo naturalmente. Di una filosofia che cerca sempre di protrarsi in avanti che più che badare all’esatezza del suo operato e delle sue teorie a più un valore carismatico. Vuole traghettare tutto e tutti in avanti a costo di inventare e di dire qualche bugia per un giusto fine : il bene comune. Tranquillizzare il malato facendolo soffrire il meno possibile illudendolo magari e cosa giusta e lodevole. Esortare tutti a una vita per così dire da vir bonus in quieto vivere è altrettanto giusto. Ma dismettere la fisica e la scienza con i suoi corollari che si verificano a prescindere dall’uomo o ancor peggio fare derivare esse da pulsioni o dalla particolare nostra percezione umana e si suggestivo ma inesorabilmente falso. Che Dio è morto ,nel senso storico del termine pare ovvio, il nostro pianger non fa più male ne a Dio ne al re ne al cardinale. Tuttavia cercare un altro Dio elevando l’Io come le teorie superomistiche ,idealistiche aleggiano traghettano l’uomo in avanti non certo sinceramente. Spero non le dispiacciano queste considerazioni.

 

 

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